Video aziendali
Perché le storie vendono più degli spot
In breve
- Ricordiamo meglio le informazioni legate a un'emozione e inserite in una sequenza di causa ed effetto: cioè una storia.
- Un video che elenca vantaggi viene dimenticato in fretta; un video con un personaggio, un ostacolo e una scelta resta.
- Tre leve pratiche: un volto con cui identificarsi, una tensione da risolvere, un dettaglio concreto e memorabile.
Il nostro fondatore, Andrea Zirio, è attore e ha una laurea in neuropsicologia. Da questa doppia formazione nasce un'idea che guida ogni nostro script: le persone dimenticano gli spot, ma ricordano le storie. Non è una frase ad effetto. È il modo in cui funziona la memoria.
Come ricordiamo
La psicologia della memoria ha mostrato da tempo alcuni principi solidi, che chiunque produca comunicazione dovrebbe conoscere:
- L'emozione fissa il ricordo. Gli eventi che ci coinvolgono emotivamente vengono consolidati meglio di quelli neutri. Un video che non fa provare niente difficilmente verrà ricordato.
- Le sequenze causa-effetto si ricordano meglio delle liste. Un elenco di caratteristiche è faticoso da trattenere; una sequenza in cui una cosa porta all'altra si ricostruisce quasi da sola.
- I dettagli concreti battono le astrazioni. «Qualità artigianale» si dimentica; le mani di un artigiano che controllano un pezzo, no.
Messe insieme, queste tre cose hanno un nome: racconto.
La struttura che il cervello riconosce
Una storia, anche di trenta secondi, ha quasi sempre gli stessi elementi: un personaggio, un desiderio o un problema, un ostacolo, una scelta, un cambiamento. Quando un video aziendale rispetta questa struttura, lo spettatore smette di valutare un messaggio e inizia a seguire una vicenda. È lì che si abbassano le difese.
Lo spettatore non deve capire perché il tuo prodotto è migliore. Deve sentirlo, attraverso qualcuno in cui si riconosce.
Tre leve da usare nel prossimo video
1. Un volto con cui identificarsi
Il pubblico si lega alle persone, non ai loghi. Il fondatore, un tecnico, una cliente: qualcuno che abbia un desiderio riconoscibile. Qui la differenza la fa la direzione attori: far rendere in camera una persona vera senza farla recitare è un mestiere.
2. Una tensione da risolvere
Senza un problema non c'è storia. Mostrare la difficoltà, il dubbio, il momento in cui le cose potevano andare diversamente rende credibile la soluzione.
3. Un dettaglio memorabile
Ogni storia che ricordiamo ha un'immagine che ci resta: un gesto, un oggetto, una frase. Lavoriamo in scrittura per trovarla prima di andare sul set.
E le vendite?
Un video ricordato è un video che lavora quando il cliente deve scegliere. I risultati dei nostri clienti lo mostrano in modi diversi: la campagna Vivident Blast è stata rinnovata per tre anni di fila superando i 40 milioni di visualizzazioni; Yisel Jewelry è passata da 8 a 12 milioni di fatturato in tre anni raccontata dalle nostre campagne. Non esiste un video magico, ma esiste un modo di raccontare che aumenta le probabilità di essere scelti. Trovi altri casi nel portfolio.
Se vuoi applicare questi principi al tuo prossimo progetto, prenota una call di 30 minuti.
Domande frequenti
Perché le storie si ricordano più degli spot?
Perché la memoria trattiene meglio le informazioni legate a un'emozione, organizzate in sequenze di causa ed effetto e ricche di dettagli concreti: tutte caratteristiche di una storia.
Come si rende memorabile un video aziendale?
Con un volto con cui identificarsi, una tensione da risolvere e un dettaglio concreto e memorabile, costruiti in scrittura prima delle riprese.
